Esercizio sui verbi al passato – L’uomo puntuale

Per ognuno dei verbi riportati in rosso all’infinito, scrivere la corretta forma verbale al passato (imperfetto o passato remoto) 

L’uomo puntuale

Io giungere (1) una sera nella piccola stazione di T., una costruzione triste e appartata che ospitare (2) un unico binario. All’interno della stazione c’erano quattro lunghe panche, un tabellone degli orari, una biglietteria chiusa.

Ero l’unico viaggiatore. C’erano però un distributore automatico di biglietti, uno di bibite, uno di oroscopi, una macchina che stampare(3) biglietti da visita, una che fornire(4) merendine.

Io feci il biglietto, bere(5) un chinotto, scoprire(6) che la giornata sarebbe stata pessima,  stampare(7) un finto biglietto da visita da avvocato, mangiare(8) una merendina al cocco e mi addormentare(9).

Mi risvegliare(10) un improvviso rumore di stantuffo. Io saltare(11) in piedi pensando che fosse in arrivo il treno. Ma quel rumore affannoso provenire(12) da un uomo, che era appena entrato nella stazione. Piuttosto grasso, con le basette a virgola e i capelli impomatati, trascinare(13) un’enorme valigia a rotelle. Anche se il treno non era ancora arrivato, correre(14) verso il binario.

Lo raggiungere(15). Posare(16) la valigia. Guardare(17) l’orologio. Si sedere(18). Si asciugare(19) il sudore.

– La vita del puntuale è un inferno di solitudini immeritate.

Mi avvicinai incuriosito. Per qualche tempo l’uomo non riuscire(20) a parlare, tanto gli mancava il fiato. Si limitare(21) a indicare col dito l’orologio della stazione e l’orario affisso al muro. Capii che voleva segnalarmi il ritardo del treno.

Io Sorridere(22) e spalancai le braccia come a dire: e noi cosa possiamo farci?

– Come invidio – disse lui – questa sua rassegnazione! È chiaro che lei non ha la mia malattia. Io sono, ahimè, puntuale dalla nascita. Sono nato al nono mese spaccato, piangere(23) per il latte ogni quattro ore, non sono mai arrivato in ritardo né all’asilo né a scuola, né in ufficio, o a un qualsiasi appuntamento, alzabandiera o funerale. Ero puntuale in un mondo di non puntuali, e non sono mai riuscito a smettere. Del resto me l’hanno detto, casi come il mio sono inguaribili. Minuti e minuti, che fanno ore, ad aspettare coi fiori in mano la donna amata, ore interminabili da solo al ristorante mentre gli amici erano ancora a farsi la barba, ore di noia in ufficio aspettando l’inizio delle riunioni, ore di tosse a teatro davanti a un sipario che non si alzava, ore di anticamere e vecchie riviste presso dentisti e medici vari.

– Ahimè, Io pensare(24) che la puntualità fosse una nobile forma di rispetto per gli altri e contribuisse all’armonia del mondo. Ma il mondo non conosce armonia. Così è la vita del puntuale. Un inferno in cui si attende la morte, sperando che almeno lei sia in orario.

Adattamento da “l’ultima lacrima” di Stefano Benni