Il Festival di Sanremo e la storia d’Italia : gli anni ’80

Gli anni del disimpegno

In Italia il passaggio dagli anni settanta agli ottanta è testimone di un cambiamento sostanziale nella storia del sindacato. Negli anni 60 e 70 c’era stata una vera e propria “sbornia ideologica” con l’avanzata delle sinistre e le stragi terroristiche.

Il 14 ottobre del 1980 c’è un brusco risveglio: quel giorno, nel cuore della Torino operaia, si tenne la cosiddetta «marcia dei quarantamila», una manifestazione dei quadri e degli impiegati Fiat contro il sindacato, che da oltre un mese era in agitazione e impediva a molti di loro di accedere al posto di lavoro. Era una dura presa di posizione del ceto medio di fabbrica contro la retorica operaista e il corteo dei quarantamila ebbe un impatto emotivo enorme: ormai il ruolo dei sindacati si era molto ridotto così come la partecipazione dei cittadini alla vita politica.

Le elezioni dell’ 83 vedono il declino dei consensi per i partiti storici: il PCI scende al 30% dei voti e la DC al 32%. Era finita l’epoca della Democrazia Cristiana al potere per 37 anni dalla fine della guerra e Craxi, capo partito socialista, con solo il 12% dei voti viene nominato Presidente del consiglio inaugurando il governo di centro-sinistra con democristiani, socialisti, socialdemocratici, repubblicani e liberali.

Anche a Sanremo c’è vento di cambiamento. L’obiettivo negli anni ‘80 per il rilancio del festival è quello di uscire dal buio nel quale era finito durante gli anni ‘70. Con un clima generale, nel paese, che metteva da parte l’impegno politico per rivolgersi a sé stessi, tornano anche i protagonisti del festival, si producono più spettacoli, e si ritorna a parlare del Festival e della canzone italiana. Sul palcoscenico si presentano ancora i grandi cantautori ma con temi più leggeri, come Alice che canta Per Elisa di Battiato, e storie di vita quotidiana come Riccardo Fogli con Storie di tutti i giorni.

Tra i primi provvedimenti del nuovo governo c’è la revisione del concordato con la Santa Sede (l’ultima era stata nel 1929 con Mussolini) che introduce il finanziamento (facoltativo) dell’8 per mille nella denuncia dei redditi. Si rafforza il patto atlantico con gli USA, autorizzando l’installazione di basi missilistiche in Sicilia, mentre a livello europeo si combatte per una maggiore incisività ed operatività delle istituzioni comunitarie. Nel 1987 c’è la ratifica dell’Atto Unico europeo che dà un ruolo più importante al Parlamento europeo. Infine l’Italia inizia una politica di collaborazione con alcuni paesi del Mediterraneo tra i quali la Libia di Gheddafi.

In politica interna Craxi, per cercare di contenere l’inflazione crescente, riduce la scala mobile, il meccanismo che adegua i salari all’inflazione, con l’opposizione durissima del PCI e del sindacato di sinistra. Viene indetto anche un referendum che, contrariamente a tutte le previsioni, vince la proposta di Craxi con il 54,3%, segno che i tempi del sindacato sono ormai lontani.

Contro l’evasione fiscale vengono resi obbligatori i registratori di cassa in tutti gli esercizi commerciali (che, però, hanno impiegato diversi decenni per essere utilizzati dappertutto) e si introduce il reato penale per quelli che costruiscono senza permesso e per gli amministratori locali che non controllano. Una riforma che viene applicata solo in alcune aree del paese: l’abusivismo edilizio non finisce, ma inizia la stagione dei condoni edilizi.

Ma la principale ombra dei governi Craxi è la vorticosa crescita della spesa pubblica, che in pochi anni passa dal 70% al 90% del PIL. Una spesa che consente di migliorare l’assistenza pubblica e di rilanciare l’economia, ma che genera anche tanti sprechi e corruzione per garantire il supporto dei vari partitini al governo: una finanza “allegra”, come venne definita.

La gestione del Festival cambia in modo sostanziale. Innanzitutto c’è il “trasloco”, inizialmente provvisorio causa lavori di ristrutturazione ma in seguito definitivo, del Festival dal Casinò al teatro Ariston. Poi cambia il ruolo del presentatore che da annunciatore formale ed “ingessato” dei vari cantanti, diventa il protagonista delle serate portando «la cronaca e l’attualità sul palcoscenico dell’Ariston». Inizia l’era di Pippo Baudo, uno dei più famosi presentatori italiani.

I cantanti, così come l’orchestra, cantano e suonano dal vivo, in diretta, non più come nelle versioni precedenti, dove era in uso il “playback”, e lo spettacolo diventa così più vero e coinvolgente. Anche le canzoni risentono di questa ventata di spensieratezza sia con cantanti ormai famosi, come Albano e Romina con Felicità che con novità assolute e dirompenti come Vasco Rossi con Vado al massimo.

Craxi riforma il sistema televisivo italiano: a quell’epoca il servizio pubblico RAI era l’unico che poteva trasmettere a livello nazionale; le altre emittenti potevano essere solo a carattere locale. Un giovane imprenditore, Silvio Berlusconi, aveva però aggirato il problema creando tre reti (Rete 4, Canale 5 e Italia 1) che trasmettevano localmente ma che avevano ripetitori in tutto il Paese, facendo circolare così i programmi televisivi in tutto il Paese.

Craxi, grande amico di Berlusconi, promuove una legge che rimuove quel vincolo, consentendo così la nascita della nuova televisione commerciale e, tra le altre cose, un modello di promozione pubblicitaria molto più aggressivo ed efficace del vecchio e discreto Carosello.

Per competere con le televisioni commerciali, Sanremo si dà una veste più ricca e spettacolare. Cambiano le canzoni ma anche il “look”: voglia di sperimentare, osare, uscire fuori dalle righe. Siamo in un decennio d’oro per la storia della kermesse canora, ancora oggi considerato tra i più belli di sempre. Sul palco lo spirito rock e ribelle si manifesta attraverso un trucco occhi marcato, pettinature scultoree, ricci selvaggi e pennellate decise di blush sul viso (pensiamo in quegli anni a Rettore e Loredana Bertè ).

Tornano anche le star internazionali come i Bee Gees, Gloria Gaynor, Whitney Houston, Ray Charles e tanti altri.

Indimenticabili l’esordiente Ramazzotti con Adesso tu e la travolgente Si può dare di più cantata a Sanremo da Morandi, Ruggeri e Tozzi, tre cantanti con stili e storie completamente diverse, ma amici di spogliatoio durante le partite della “nazionale cantanti”, dove è stata scritta la canzone.

Negli anni ’80 l’aspetto più critico è certamente la corruzione nella classe politica. La forma più emblematica è lo scandalo della Loggia P2, una branca della massoneria, inserita nel mondo politico, nella burocrazia e nei vertici militari, che sosteniene i guadagni e la carriera dei suoi associati e che arriva ad organizzare un tentativo (non riuscito) di golpe militare.

Gli Anni ’80 sono anche gli anni dell’annientamento del terrorismo, grazie alla legge sui pentiti, che stabilisce una riduzione di pena a chi denuncia i propri compagni. Purtroppo non si raggiungono gli stessi risultati con mafia e camorra.

La strage di Ustica (1980) (un aereo di linea con 81 persone colpito da un missile ancora oggi non identificato), l ‘attentato al Papa (1981) e le continue crisi di governo, allontanano i cittadini dalla politica, accusata di non dare risposte ai problemi delle persone. Nella seconda metà del decennio nasce un partito nuovo, la Lega Nord, guidata da Umberto Bossi. Il movimento, che propone un modello federale dello Stato, cresce rapidamente, conquistando buona parte dell’elettorato settentrionale. Nel tempo diventerà sempre più estremista fino a sostenere la secessione di alcune regioni del nord.

Nel mondo occidentale gli anni ‘80 sono straordinari per le proteste nei paesi socialisti, da Solidarnosc in Polonia a quelle in Ungheria, per l’elezione del Papa polacco e per la lenta e progressiva apertura dell’URSS di Gorbacev all’occidente e distensione con gli Stati Uniti di Reagan, fino alla caduta del muro di Berlino nel 1989

Queste vicende danno speranza e nuove energie alle idee liberiste mentre accelerano le crisi dei partiti filo-comunisti. Il 12 novembre del 1989, il segretario dello storico Partito Comunista Italiano (PCI), Achille Occhetto, annuncia lo scioglimento del partito.

A Sanremo, tra le altre, si impone una canzone che sembra quasi una premonizione: Ti lascerò cantata da Anna Oxa e Fausto Leali che parla di lasciare liberi, di sbagliare, di vivere.

Di lì a un anno l’intero mondo politico italiano sarebbe stato sconvolto da uno scandalo giudiziario, e cioè l’inchiesta Mani Pulite, nota soprattutto come Tangentopoli, che chiude idealmente la prima Repubblica, aprendo una nuova stagione di confronti e dibattiti.

Ma siamo già negli anni ‘90.